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Acquisti: 35,2 milioni di italiani comprano online nel 2025

Secondo la XVI edizione della ricerca Netcomm NetRetail nel 2025 il numero degli italiani che comprano online sale a 35,2 milioni, 1,5 milioni in più rispetto al 2024, e oltre 11 milioni rispetto al 2020.
Nel lungo periodo si osserva un trend di crescita dei prodotti a discapito dei servizi. La stima del 2025 conferma questa tendenza, con una quota di valore generata dai prodotti pari al 58% e del valore generato dai servizi pari al 42%.

Nonostante ciò, le categorie più in crescita in termini di quota a valore sono relative a servizi come Soggiorni di vacanza, Biglietti di viaggio, Contenuti digitali (Streaming, eBook, servizi di info, +117% sul 2024). Crescono anche Gioielli (+140%) e Spesa alimentare (+24%).
In questo contesto, lo smartphone si conferma il device più utilizzato per gli acquisti (45,7%), seguito da PC (48,1%) e tablet (5,9%).

Si alza l’età media dell’acquirente digitale

Il profilo di età degli acquirenti online è leggermente più basso della media della popolazione italiana (46 anni vs oltre 48 di tutti gli italiani).
Nelle prime fasi di sviluppo dell’e-commerce, però, gli acquirenti online erano notevolmente più giovani. Nel 2012 i primi 10 milioni di acquirenti registravano un’età media inferiore di dieci anni rispetto a oggi.

In prevalenza si trattava di uomini (60,4%m donne 39,6%), che nel 37% dei casi risiedevano in grandi centri urbani. Oggi, con l’allargarsi della base acquirenti online, questa componente si è attenuata al 24%.

Il driver principale resta la convenienza economica

La convenienza economica rimane il driver principale (39,3%), in particolare per i settori Elettronica, Salute & Benessere e Alimentari, con un’età media degli acquirenti di 49 anni. Segue l’abitudine a comprare online su uno specifico sito web/app (27%), soprattutto nelle categorie Editoria, Home e Alimentari (età media 49 anni, 21% over 65).

Apprezzano invece la velocità, il risparmio, la personalizzazione e la sostenibilità gli appartenenti al target più giovane dei consumatori online, con un’età media di 43 anni e il 15% di under24, che si dichiara acquirente abituale e vive in grandi centri urbani.

Pagamenti: diminuisce la domanda di sicurezza a favore della varietà degli strumenti

Gli acquisti online sono in gran parte pagati al momento dell’ordine (89%), solo nell’11% dei casi vengono saldati alla consegna/ritiro o nel momento di utilizzo del servizio.
Gli strumenti più utilizzati per il pagamento sono Digital Wallet, Carta di Credito o Prepagata sul sito.
Diminuisce il pagamento in contanti alla consegna (1,2%), mentre le app e gli strumenti di pagamento sul telefono vengono sfruttati nello 0,8% dei casi.

Quando si tratta di pagamenti, le aspettative dei consumatori riguardano al primo posto la sicurezza della transazione, seguita dalla varietà degli strumenti disponibili per la transazione.
Ma se nei primi anni dell’e-commerce la domanda di sicurezza era fondamentale per 9 acquirenti su 10, nel 2025 lo è per meno di 2 utenti su 10. Al contrario, cresce la richiesta di varietà e integrazione di strumenti di pagamento.

Pasqua 2025: stangata sui prezzi di voli, treni e pullman

Come ogni anno, in concomitanza con le  vacanze pasquali torna l’annoso problema del caro-trasporti.
Secondo un’indagine condotta da Assoutenti, i costi per muoversi lungo la Penisola nei giorni di festa sono saliti vertiginosamente, colpendo in particolare chi sceglie di spostarsi da nord a sud per trascorrere la Pasqua in famiglia.

Aerei: voli interni più cari di un New York andata e ritorno

I rincari più impressionanti riguardano i voli nazionali.
Prenotando una settimana prima di Pasqua un biglietto aereo da Milano Linate a Brindisi per il weekend si rischia di spendere oltre 619 euro, superando il prezzo di un volo per New York con scalo (da 571 euro).

Altri esempi? 518 euro per volare da Milano a Catania, 499 euro per Palermo, 460 euro per Cagliari. Anche le tratte da Genova a Catania (401 euro) e da Torino a Lamezia Terme (398 euro) hanno registrato prezzi esorbitanti, senza contare gli eventuali supplementi come bagagli o scelta del posto.

Treni: tariffe record per le tratte a lunga percorrenza

Anche chi sceglie il treno non è al riparo dai rincari. Nel periodo pasquale, la tratta Torino–Reggio Calabria costa fino a 360 euro per un biglietto di sola andata, mentre da Milano a Reggio Calabria si arriva a 345 euro.

Per viaggiare verso il sud Italia partendo da città del nord come Milano, Genova o Torino si superano frequentemente i 300 euro, con aumenti che sfiorano il +312% rispetto ai periodi non festivi.

Autobus: l’alternativa “economica” non è più così conveniente

I prezzi dei pullman a lunga percorrenza risultano più bassi, ma comunque in salita. Per viaggiare da Milano o Torino a Reggio Calabria il costo può superare i 120 euro, mentre servono oltre 100 euro per raggiungere Bari o Lecce.

L’unica eccezione sembra essere Roma, con biglietti sotto i 60 euro per molte destinazioni.

Assoutenti lancia l’allarme: “Serve un intervento urgente”

Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, denuncia una situazione insostenibile: “Chi si sposta durante le festività è penalizzato da rincari speculativi. Il governo deve intervenire per calmierare le tariffe e aumentare i collegamenti nei periodi di maggiore mobilità”.

Nel report dell’associazione si evidenziano rincari anche superiori al 470% su alcune tratte aeree e aumenti record sui biglietti ferroviari.

E-commerce, quali sono le nuove frontiere dei pagamenti digitali?

Il commercio elettronico italiano continua la sua evoluzione, con un’attenzione crescente verso l’esperienza d’acquisto e la flessibilità nelle transazioni. Secondo l’Osservatorio Siti E-commerce Italiani, realizzato da Netcomm in collaborazione con Cribis, il 16,6% delle aziende offre un solo metodo di pagamento, mentre l’83,4% ne prevede più di uno, evidenziando un trend in crescita rispetto al 2024.
Le imprese stanno adottando soluzioni sempre più diversificate per rispondere alle esigenze dei consumatori digitali.

Tra le aziende che offrono un unico metodo di pagamento, la scelta ricade su PayPal con il 46,8% delle preferenze, seguito dalle carte di credito (25,8%) e dal bonifico bancario (15,7%).
Per le realtà che propongono più opzioni, i metodi più diffusi rimangono la carta di credito, PayPal e il bonifico, a conferma della necessità di soluzioni affidabili e universalmente accettate.

Differenze tra piccole e grandi imprese

L’analisi evidenzia differenze significative tra le varie tipologie di aziende. PayPal è la scelta principale per micro, piccole e medie imprese, grazie alla sua semplicità e sicurezza nelle transazioni. Le grandi aziende, invece, si affidano maggiormente alle carte di credito, ritenute più adatte per gestire un volume elevato di operazioni.

Un aspetto interessante è la diffusione crescente di soluzioni di pagamento rateizzato come Klarna, che testimonia il crescente interesse per il modello “buy now, pay later” (BNPL). Questo sistema sta guadagnando popolarità tra i consumatori, permettendo acquisti più flessibili e facilitando le vendite per le aziende.

L’e-commerce tra digitalizzazione, innovazione e customer experience

Il presidente di Netcomm, Roberto Liscia, sottolinea come l’e-commerce italiano stia consolidando il suo ruolo strategico nel processo di trasformazione digitale delle imprese. L’analisi dell’Osservatorio conferma un settore in evoluzione, con aziende che investono sempre di più in digitalizzazione, innovazione e customer experience.

Nonostante i progressi, ci sono ancora dei nodi da sciogliere, tra cui la necessità di rafforzare la presenza internazionale del Made in Italy e l’integrazione tra i canali di vendita online e offline. Il futuro del commercio digitale sarà sempre più orientato a modelli omnicanale, con soluzioni che garantiscano un’esperienza d’acquisto fluida e personalizzata per i consumatori.
L’espansione delle opzioni di pagamento è un passo importante in questa direzione, e contribuisce a rendere l’e-commerce italiano più competitivo e accessibile su scala globale.

Aggressioni e molestie sul luogo di lavoro: perché i numeri sono in crescita?

Le molestie e le violenze sul lavoro sono purtroppo una realtà sempre più diffusa. Secondo i dati dell’Inail, nel 2023 sono stati riconosciuti 6.813 casi di aggressioni e minacce in ambito lavorativo, al netto di episodi che hanno coinvolto studenti o animali.

Si tratta del numero più alto dopo il 2019 e segna un incremento dell’8,6% rispetto al 2022. L’aumento risulta particolarmente significativo per le donne (+14,6%), mentre per gli uomini è del 3,8%. Il tema è stato analizzato nel nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto.

Le categorie più esposte

La maggior parte degli episodi di violenza sul lavoro (61%) è attribuita a soggetti esterni all’azienda, come nel caso di rapine o aggressioni a operatori sanitari e autisti.

Il settore più colpito è quello della Sanità e assistenza sociale, seguito dal trasporto e logistica. Le donne risultano particolarmente esposte: nel 2023 il 48% delle vittime di violenza sul luogo era di sesso femminile, in particolare lavoratrici dai 50 anni in su.

Distribuzione geografica

Sei episodi di violenza su dieci si verificano nelle regioni settentrionali, concentrati in particolare in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Le professioni più a rischio includono infermieri, operatori sociosanitari, autisti e capi treno. Anche i vigili urbani, il personale scolastico e i commessi rientrano tra le categorie più vulnerabili.

Conseguenze e impatti sulla salute

Fortunatamente, oltre il 90% degli episodi non comporta invalidità permanenti. Tuttavia, il 56% delle vittime riporta contusioni, mentre l’11% subisce fratture.

Non mancano però casi dagli esiti fatali: tra il 2019 e il 2023 si sono registrati 14 decessi, di cui due riguardavano donne.

Le forme di violenza più diffuse

Uno studio condotto da We World su un campione di 1.100 lavoratori ha evidenziato che la violenza verbale (56%) è la più diffusa, seguita dal mobbing (53%) e dall’abuso di potere (37%).

La violenza fisica riguarda il 10% dei casi, mentre stalking e molestie online sono meno frequenti.

Strategie di prevenzione

L’Inail ha avviato il progetto “Valutazione dei rischi in ottica di genere”, fornendo strumenti per prevenire e affrontare la violenza nei luoghi di lavoro. Il primo volume pubblicato nel 2024 include linee guida per la sicurezza e il benessere dei lavoratori.

Contrastare questo fenomeno è essenziale per garantire ambienti di lavoro sicuri e rispettosi, tutelando la dignità e la salute di tutti i lavoratori.

Contenuti digitali: nel 2024 la spesa dei consumatori cresce di 200 milioni

Non si ferma la spesa dei consumatori italiani per i contenuti digitali d’informazione e intrattenimento, che nel 2024 raggiunge 3,7 miliardi di euro, registrando un incremento di circa 200 milioni rispetto all’anno precedente.
Questo risultato positivo è stato trainato dall’aumento medio dei prezzi e dalla crescita del numero di abbonati. Parallelamente, anche il mercato pubblicitario ha mostrato segnali positivi, grazie all’evoluzione delle abitudini di fruizione e al ruolo sempre più centrale della Smart TV e dell’Audio Advertising, che hanno contribuito ad ampliare le quote di mercato.

Emerge dalla ricerca ‘Il settore dei contenuti digitali in Italia: spesa, consumo e trend innovativi nel 2024, a cura dell’Osservatorio Digital Content del Politecnico di Milano, con un’analisi dei comportamenti dei consumatori condotta da BVA Doxa. 

Smart TV,  l’ultima frontiera dell’intrattenimento domestico

Negli ultimi anni la Smart TV si è affermata come l’ultima frontiera dell’intrattenimento domestico, trasformando il modo in cui gli utenti accedono ai contenuti digitali, e diventando uno strumento essenziale per la fruizione di video, musica, giochi e informazione. Video intrattenimento e informazione restano le categorie più apprezzate, mentre il podcast mostra un buon potenziale di crescita.

Secondo l’indagine condotta da BVA Doxa, la Smart TV continua a diffondersi e viene comunemente utilizzata per accedere ai servizi online, con quasi 9 utenti su 10 che ne sfruttano le funzionalità connesse alla rete.

Leggera flessione nel consumo, “tengono” videogiochi ed eBook

Tuttavia, nonostante il ruolo crescente di questo strumento, si registra un calo generale nel consumo di contenuti digitali negli ultimi 12 mesi, a eccezione di videogiochi ed eBook, che mostrano una tenuta positiva.
Nonostante questa flessione, il 95% degli utenti ha fruito di almeno un contenuto digitale, con i video di intrattenimento e l’informazione che restano le categorie più apprezzate, seguite da audiolibri, eBook e podcast, che pur essendo meno diffusi mostrano un buon potenziale di crescita futura.

Guardando ai prossimi 12 mesi, la maggior parte dei consumatori italiani dichiara di voler mantenere invariato il tempo dedicato ai contenuti digitali, mentre tra coloro che prevedono una variazione, la tendenza prevalente è un aumento del consumo, con i podcast che raccolgono il più alto numero di utenti intenzionati a incrementarne la fruizione.

Diminuiscono gli utenti che fruiscono di contenuti a pagamento

Nel 2024 si è osservata una diminuzione degli utenti che fruiscono di contenuti a pagamento, con i video di intrattenimento on demand che si confermano la voce di spesa più comune.
Insieme a eBook e audiolibri, i video di intrattenimento on demand rappresentano le uniche categorie in cui la fruizione a pagamento è più frequente di quella gratuita.

Sebbene la maggioranza degli utenti intenda mantenere costante il proprio budget mensile, emerge comunque una tendenza generale a un leggero aumento della spesa per i contenuti digitali.

Aste online, quali sono gli oggetti più desiderati dagli italiani?

Negli ultimi anni, le aste online hanno conquistato un numero sempre maggiore di italiani, che si rivelano non solo appassionati collezionisti ma anche attenti investitori alla ricerca di oggetti destinati a incrementare il loro valore nel tempo.

Secondo gli ultimi dati forniti da Catawiki, una delle principali piattaforme europee per aste di oggetti originali, il mercato italiano si conferma tra i più dinamici, con oltre 650.000 lotti acquistati nel 2024 e una crescita del 17% nel numero di nuovi utenti che hanno partecipato per la prima volta a un’asta.

Le categorie più amate dai collezionisti

Le passioni degli italiani si mantengono ben radicate nel tempo: sono sempre i vini pregiati e gli orologi di lusso a dominare il mercato. Nel 2024, però, si è assistito a qualche cambiamento. Hanno preso piede  nuove categorie di oggetti, trainate soprattutto dalle giovani generazioni, come le carte da collezione e i manga giapponesi, settori in forte espansione con una crescita a tre cifre.

Questa diversificazione dimostra come il mondo delle aste online sia in continua evoluzione, adattandosi alle nuove tendenze e ai gusti emergenti.

Acquisti straordinari: tra auto, arte e strumenti musicali

Gli italiani non hanno esitato a spendere cifre di tutto rispetto per aggiudicarsi pezzi unici e di grande valore storico o artistico. Tra gli acquisti più “importanti” dello scorso anno spicca la Lancia Delta appartenuta a Roberto Baggio, venduta per ben 230.000 euro. In ambito artistico, un’opera di Artemisia Gentileschi, “Cleopatra”, è stata acquistata per 45.000 euro.

Sul fronte delle vendite da parte di utenti italiani, spiccano una Gibson “Lucille” regalata da B.B. King a Papa Giovanni Paolo II, battuta all’asta per 45.000 euro, e un’opera dell’iconico street artist Banksy, “Rodeo Girl”, che ha raggiunto un valore di 14.500 euro.

Vini, champagne e orologi: le passioni intramontabili

In Italia, il settore del vino e dello champagne continua a registrare numeri impressionanti, con oltre 265.000 bottiglie acquistate nel 2024. Gli italiani sono responsabili del 30% delle vendite complessive sulla piattaforma, percentuale che sale al 40% per lo champagne. Sebbene le etichette nazionali restino le preferite, le bottiglie più costose provengono dalla Francia.

Nel mercato degli orologi di lusso, l’Italia vanta cifre da record, con volumi di vendita che raggiungono le otto cifre. Rolex si conferma il brand più ricercato, seguito da Omega, consolidando il prestigio dell’orologeria svizzera tra i collezionisti italiani.

Come riconoscere le red flag nelle relazioni digitali?

Nelle relazioni digitali, il confine tra ‘avere attenzione’ e ‘controllare’ è sottile: lo stalking online viene spesso frainteso con interesse o attenzione. Se da un lato la tecnologia offre nuovi strumenti per costruire la fiducia, dall’altro solleva importanti questioni riguardo la privacy e lo spazio personale nelle relazioni.

Nelle relazioni basate sulla fiducia, la privacy digitale è un valore importante, e la decisione di condividere le password o le credenziali di login deve essere volontaria, e non un obbligo o una prova di lealtà.
Secondo i dati raccolti da Kaspersky, il 14% degli italiani ha subito stalking online da parte di una persona con cui usciva di recente. Ma sebbene il 58% degli italiani conceda al partner l’accesso completo al proprio dispositivo, il 14% preferisce non farlo.

Condividere la posizione vs tracciamento segreto

La condivisione della posizione in una relazione può essere una scelta consensuale per motivi di convenienza o sicurezza. Quando, invece, la condivisione della posizione diventa obbligatoria, eccessiva o viene rilevata di nascosto, si trasforma in un comportamento di stalking e controllo.

Un campanello d’allarme si accende quando un partner monitora ossessivamente gli aggiornamenti della posizione, mettendo in dubbio qualsiasi variazione di percorso. Secondo Kaspersky, il 6% degli intervistati è stato tracciato senza il proprio consenso, e il 4% ha scoperto che sui dispositivi era installato senza consenso uno stalkerware. L’uso di strumenti di monitoraggio come AirTag, applicazioni GPS, stalkerware senza autorizzazione rappresenta una grave violazione della privacy.

Sostegno vs gaslighting digitale

La comunicazione digitale dovrebbe favorire la connessione e il sostegno reciproco, rafforzando la fiducia e il legame tra i partner. Al contrario, il gaslighting digitale è una forma subdola di manipolazione psicologica. In pratica, uno dei partner sfrutta la tecnologia per distorcere la realtà e far dubitare l’altro delle proprie percezioni o ricordi.

In Italia il 31% degli intervistati ha subito violenze o abusi, anche digitali, da parte di un partner, attuale o passato. Un partner manipolatore potrebbe cancellare messaggi per nascondere prove, modificare screenshot per alterare i fatti o negare di aver inviato determinati messaggi. Questo comportamento crea confusione e dubbi, compromettendo la sicurezza della vittima nei confronti dei propri ricordi e della propria capacità di giudizio.

Incoraggiare la sicurezza vs sfruttare la sicurezza

Un partner sano sostiene la sicurezza e l’indipendenza digitale, perché ha interesse a proteggere il partner, non a controllarlo.
Al contrario, un partner dominante sfrutta la fiducia per entrare negli account, scoprire le password o installare stalkerware per monitorare costantemente l’attività digitale dell’altro.

Alcuni strumenti permettono di leggere i messaggi, tracciare le chiamate o attivare telecamere e microfoni a distanza, senza che la vittima se ne accorga. In realtà, questi strumenti vengono utilizzati per monitorare e controllare, non per proteggere.
L’8% degli intervistati ha ammesso di aver installato o configurato uno stalkerware sul telefono del partner, mentre il 7% si è sentito obbligato a installare un’app di monitoraggio.

Mutui: nel 2025 erogazioni stimate in crescita del +10,6%

Secondo lo studio MutuiSupermarket – Nomisma, il mercato dei mutui prevede un calo dell’Euribor 3 mesi fino al 2,10% entro il primo trimestre 2026. Questo lascia prevedere erogazioni in crescita nel 2025 nell’ordine del +10,6%, con una successiva stabilizzazione tra il 2026 e il 2027.

Il 76% delle famiglie italiane che intende approfittarne per acquistare una casa, prevede di farlo per sostituire la prima casa o comprarne una nuova, scegliendo soprattutto un’abitazione usata ma in buone condizioni (55%), di metratura compresa tra 70 e 89 metri quadrati (27%) o tra 90 e 109 metri quadrati (33%).

Elevata luminosità, silenzio, e la possibilità di terrazze o balconi, oltre all’efficienza energetica (64%), costituiscono fattori importanti per la scelta.

L’identikit del mutuatario

La tendenza a sottoscrivere un contratto di mutuo risulta particolarmente marcata tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni (85%), tra i quali l’acquisto di una casa sarebbe un’esigenza prioritaria a fronte di risorse economiche spesso insufficienti senza il supporto di un finanziamento.
Per prepararsi al momento dell’acquisto 9 famiglie su 10 consultano annunci immobiliari online, mentre il 63% utilizza simulatori di rata sui siti di comparazione dei mutui per individuare le migliori offerte.

Considerando il momento migliore per chiedere il mutuo, il 40% delle famiglie preferisce attendere di aver individuato l’abitazione desiderata, ma 1 italiano su 5 ritiene più opportuno avviare la pratica di finanziamento prima di iniziare la ricerca.

Mutui Green, tassi scontati e agevolazioni under 36

I attori più rilevanti che guidano le famiglie sono la convenienza del tasso di interesse e l’importo della rata mensile. Considerata importante anche la possibilità di finanziare oltre l’80% del valore della casa. L’offerta di mutui con una durata superiore a 30 anni, invece, viene considerata particolarmente rilevante per le famiglie monocomponente e quelle a reddito basso.

Solo 1 italiano su 4 è propenso a richiedere un mutuo per coprire fino al 50% del valore, mentre il 75% si orienta verso un valore superiore, addirittura fino al 100% (8%).
Mutui Green e agevolazioni sono al centro degli interessi delle famiglie: il 59% ricerca un’abitazione in classe A o B, o ristrutturabile, per poter richiedere un Mutuo Green a tassi scontati. Analogamente, il 51% dei più giovani mostra forte interesse per le agevolazioni under 36.

Il digitale prezioso alleato nella scelta

Il 61% delle famiglie utilizza le piattaforme online per raccogliere informazioni sui mutui.
Questa soluzione risulta particolarmente apprezzata per la possibilità di simulare la rata e la facilità di confrontare i tassi di interesse delle diverse offerte disponibili. Inoltre, il 23% preferirebbe sottoscrivere un mutuo completamente online, completando l’intero processo da remoto senza la necessità di recarsi in filiale.

Il canale online consente infatti risparmi significativi: tra il 2020-2024 ha permesso di ottenere un risparmio sul mutuo a tasso fisso (in termini di minore TAEG rispetto al TAEG medio di mercato) pari all’1,5%, con una punta del 2,2% nel primo trimestre 2023.

Bonus pet: nel 2025 sconti e novità per over 65

Gli animali domestici sono presenti in buona parte delle case degli italiani. Ima i cosiddetti pet, oltre a essere fonte inesauribile d’amore, rappresentano anche un costo nel bilancio familiare. Secondo l’ultimo rapporto Assalco – Zoomark effettuato nella primavera 2024, in Italia si contavano 65 milioni di amici a 4 zampe.

Per questo motivo, alcune forme di sostegno arrivano dal sistema di agevolazioni attualmente in vigore. Di fatto, anche nel 2025 sarà possibile approfittare del bonus animali. Ovvero, beneficiare dello sconto IRPEF del 19% sulle spese veterinarie.
Per gli anni dal 2024 al 2026, è stato poi messo in campo un nuovo contributo. Destinato ai cittadini e alle cittadine over 65 con un ISEE fino a 16.215 euro, l’agevolazione, però, non è stata ancora resa operativa.

A chi spetta lo sconto IRPEF e come funziona

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi alcune spese permettono di ottenere una detrazione, ovvero, una riduzione dell’imposta da versare.
Tra le voci che danno diritto allo sconto IRPEF ci sono le spese veterinarie sostenute durante l’anno precedente la dichiarazione dei redditi. Si tratta appunto del bonus animali domestici.

Secondo quanto previsto dal Testo Unico dell’Imposte sui Redditi, sono detraibili le spese sostenute per gli animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva. In particolare, le prestazioni professionali del medico veterinario, l’acquisto di medicinali veterinari, esclusi i mangimi speciali, le analisi di laboratorio e gli interventi presso cliniche veterinarie.

Non tutti i costi sostenuti possono essere utilizzati per ridurre l’imposta

L’agevolazione si applica però solo oltre la cifra di 129,11 euro, e fino al limite di 550 euro, per un valore massimo di sconto pari a circa 80 euro.

Per calcolare il bonus animali domestici, quindi, è possibile tenere conto di tre semplici regole. Quando il costo per la cura di cani, gatti o altri animali risulta inferiore a 129,11 euro non si ha diritto alla detrazione, quando si supera il valore di 129,11 euro restando nel limite dei 550 euro, la detrazione al 19% si dovrà calcolare sulla quota che eccede la franchigia (la differenza tra le spese sostenute e 129,11 euro).

Se, invece, la cifra delle spese veterinarie in un anno ha superato 550 euro, al contribuente spetta comunque una detrazione massima di circa 80 euro.

Un fondo da 750.000 euro

La Legge di Bilancio del 2024 ha messo in campo un nuovo bonus animali domestici destinato esclusivamente agli over 65.
Si tratta di un fondo da 750.000 euro da suddividere nel triennio 2024-2026 destinato a sostenere i proprietari di animali nel pagamento di visite veterinarie, operazioni chirurgiche e acquisto di farmaci veterinari.

La normativa, riferisce Adnkronos, stabilisce che la novità è destinata ai cittadini e alle cittadine con le caratteristiche di appartenere a un nucleo familiare con ISEE inferiore a 16.215 euro e un’età superiore a 65 anni.
Le risorse disponibili dovranno essere ripartite tra le Regioni tramite un decreto attuativo, ma attualmente si attende la pubblicazione del testo utile a sbloccarne l’accesso.

Camminare un’ora al giorno allunga la vita di 6 ore

Un’ora di camminata al giorno potrebbe allungare la vita di sei ore. È quanto emerge da uno studio condotto da un team di ricercatori della Griffith University in Australia. La ricerca, basata sui dati raccolti tramite fitness tracker, mostra che i benefici di un’attività fisica regolare sono particolarmente evidenti per chi conduce una vita sedentaria: coloro che appartengono al 25% meno attivo della popolazione americana potrebbero trarre vantaggi significativi con semplici cambiamenti nello stile di vita.

I ricercatori sottolineano che, se tutti adottassero i livelli di attività del 25% più attivo della popolazione, le persone di età superiore ai 40 anni potrebbero vivere mediamente 5,3 anni in più. In particolare, per i meno attivi, ogni ora in più di camminata quotidiana potrebbe aggiungere oltre sei ore di aspettativa di vita.

L’importanza dello studio

L’indagine ha preso in esame i dati del National Health and Nutritional Examination Survey (NHANES), che ogni anno coinvolge circa 5.000 volontari negli Stati Uniti, riporta Adnkronos. Per lo studio specifico, sono stati analizzati i dati di coloro che hanno indossato i fitness tracker per un periodo sufficiente, mentre 824 partecipanti sono stati esclusi.

Gli studiosi hanno utilizzato i dati NHANES insieme a modelli di tabelle di vita, che monitorano i tassi di mortalità a diverse età, e a precedenti ricerche sugli effetti dell’esercizio fisico sulla longevità. I risultati mostrano chiaramente che anche piccoli aumenti nei livelli di attività fisica possono ridurre il rischio di mortalità, migliorando la qualità e la durata della vita.

Come introdurre l’attività fisica nella propria routine

Lennert Veerman, professore di salute pubblica alla Griffith University, invita a riflettere su quanto sia semplice diventare più attivi. “Raggiungere il livello di attività di quel 25% di popolazione più dinamica non è impossibile: bastano meno di tre ore di camminata al giorno o altre forme di esercizio equivalente”, afferma.

Sebbene sia ampiamente dimostrato che l’esercizio fisico giovi alla salute, quantificare i benefici potrebbe motivare più persone a intraprendere un percorso di cambiamento. Anche pochi minuti di movimento al giorno possono fare la differenza, abbassando la pressione sanguigna, migliorando la salute muscolare e allungando la vita. Non è necessario compiere grandi sforzi: iniziare con piccoli passi può trasformarsi in un’abitudine preziosa e duratura.