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Francesca Ghermandi

Blockchain: nel 2022 i progetti aumentano del +13%

Tra il 2016-2022, a livello globale, sono state censite 2.033 iniziative relative a progetti blockchain, e nel 2022 ne sono stati identificati 278, +13% rispetto al 2021. Quindi, nonostante l’anno difficile delle crypto, che ha portato al cosiddetto cryptowinter, nel mondo non rallentano i progetti blockchain da parte di aziende e PA.  In particolare, in Italia, il 2022 ha visto un deciso aumento dei progetti blockchain aziendali, con investimenti per 42 milioni di euro (+50% sul 2021). Nel 33% dei casi sono legati al settore finanziario/assicurativo, nel 23% alla moda, principale novità del 2022, e al retail, oltre a settore automobilistico (10%) e PA (7%). Aumenta poi l’interesse degli italiani per cryptovalute e token. Più di 7 milioni li hanno già acquistati e altrettanti sono interessati a farlo in futuro. Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano.

Blockchain for business, -43% ma restano la maggioranza

In generale, se i progetti Blockchain for business sono in calo (67 iniziative nel 2022, -43% rispetto al 2021), rimangono però la maggioranza del totale dei casi censiti in 7 anni (568, 54% del totale). Aumentano, invece, nonostante le difficoltà delle crypto, le applicazioni Internet of Value (IoV) su criptovalute, stablecoin e CBDC per lo scambio di valore (100 iniziative nel 2022), che rappresentano il 28% del totale. Sono in forte crescita poi i progetti Decentralized web che più si avvicinano al paradigma Web3 (111 casi nel 2022, +98%), con applicazioni decentralizzate (DApp) e molte iniziative legate agli NFT.

Crolla il mercato crypto e l’IoV è in difficoltà

Le applicazioni IoV riguardano l’utilizzo di criptovalute, stablecoin e CBDC per lo scambio di valore, soluzioni in fase di maturazione e in cerca di legittimazione. Il collasso dell’ecosistema Terra-Luna e il fallimento dell’exchange FTX, avvenuti nel 2022, hanno messo a dura prova la fiducia di aziende e consumatori, contribuendo al crollo del mercato crypto e a un impatto negativo sulle aziende del settore. Ma un secondo ambito di applicazione IoV è quello dei progetti in cui i processi di business tradizionali vengono replicati utilizzando tecnologie blockchain. Il momento di difficoltà di tali progetti non è sintomo del fallimento di una tecnologia, ma della complessità di progetti di ecosistema ampi.

Decentralized web cresce grazie agli NFT

I progetti di Decentralized web sono cresciuti molto nel 2022, anche grazie al forte hype sviluppato nel 2021 sugli NFT, soprattutto con la creazione di digital collectible. Sempre più spesso le aziende provano a costruire strategie di business intorno agli NFT che includano anche l’accesso a servizi esclusivi o esperienze nel Metaverso. In particolare, nel business della moda e del lusso. Anche le applicazioni decentralizzate hanno proseguito la loro evoluzione. Le DAO e i sistemi di governance distribuita su blockchain, in particolare, hanno attirato l’attenzione di aziende tradizionali. Anche se questi modelli decisionali partecipativi e decentralizzati sono utilizzati quasi esclusivamente dalle DApp più mature, come quelle del mondo DeFi.

Pizza: 8 italiani su 10 la scelgono anche sotto zero

La pizza è un piatto che mette tutti d’accordo, anche nella sua versione sottozero. Ideale da preparare al forno per una cena in casa in famiglia o con gli amici, la pizza surgelata è amata da 8 italiani su 10 (85,7%), e se il 55,6% dichiara di consumarla spesso, il 27% delle famiglie con bambini la sceglie in media una volta a settimana. Un apprezzamento confermato dai dati di consumo: nel 2021 sono state consumate oltre 60.000 tonnellate di pizze e pizzette surgelate. È quanto emerge da una ricerca commissionata da Findus ad AstraRicerche, presentata in occasione della Giornata Mondiale della Pizza.

Margherita, la regina del freezer

Non ci sono dubbi, a stravincere è la Margherita, preferita dal 59,2% degli italiani. Secondo posto per la Diavola (23,5%), scelta maggiormente dagli uomini (29%) rispetto alle donne (18%), e in una fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni, soprattutto nella zona del Triveneto (30%) rispetto al Sud Italia e nelle Isole (18%). Al terzo gradino del podio la Quattro Formaggi (22,8%), preferita dalle donne (25%, over 50) e più diffusa nel Nord Italia. Quanto agli altri gusti più amati, Capricciosa e Quattro Stagioni riscuotono maggiori consensi tra gli over 50, dove l’apprezzamento supera il 20%.

Il perfect match è con le patatine fritte

Il settimo posto, invece, è occupato dalla Focaccia (15%), ideale da servire in tavola per accompagnare un piatto di salumi. Se si guarda invece al ‘perfect match’ per la pizza surgelata, il 38,7% degli italiani abbinerebbe patatine fritte, il 25,4% degli intervistati opterebbe per le crocchette di patate, mentre il 23,9% sceglierebbe il supplì, sfizio che piace molto al 65% degli italiani nel basso Centro Italia, ma che riesce a conquistare anche i gusti di 4 italiani su 10 nel resto d’Italia.

Crocchette di patate, mozzarelline, supplì & co

Pizza e snack surgelati come crocchette, supplì, panzerottini, mozzarelline panate, si rivelano ingredienti perfetti per serate a casa in compagnia, tanto che per il 27,5% degli italiani organizzarle è un appuntamento fisso e settimanale. Il 57,7% degli italiani si organizza di tanto in tanto, mentre solo il 14.9% del campione dichiara di non organizzarne mai, anche se la metà sarebbe curioso di provare (7,4%). Ma quali sono le principali ragioni di consumo di snack surgelati a casa? A spingere i consumi è stata la pandemia, che ha inciso per il 24,4%, ma anche la convenienza e il risparmio (21%), o perché si preferiscono cene e aperitivi in casa (20,7%), ma anche perché si opta per la comodità (17,8%).

Le previsioni tech per lavorare in sicurezza nel 2023

Nel 2023 i team IT delle aziende potranno disporre di nuovi strumenti e strategie per contrastare il panorama, sempre in espansione, delle minacce informatiche. A questo proposito, GTT ha formulato quattro previsioni per l’anno appena iniziato. Molte organizzazioni sono impreparate a gestire attacchi ransomware, perché pur avendo implementato soluzioni di rete privata virtuale, o Endpoint Detection & Response, credono erroneamente che queste da sole siano in grado di garantire una protezione in modalità zero-trust. Gran parte dell’attenzione delle aziende verrà quindi rivolta alla protezione a livello applicativo degli endpoint, dove GTT prevede un aumento del 10.000% degli attacchi. Le aziende potranno anche dotare i singoli laptop di adattatori 5G (che permetterà un controllo più granulare della connettività di rete) e implementeranno policy di sicurezza indipendenti dalla collocazione fisica dell’utente.

Valutazioni di rischio sui partner

Negli ultimi anni molta attenzione è stata focalizzata sulla formazione dei dipendenti relativamente a come affrontare attacchi come, ad esempio, il phishing. Molte organizzazioni però non hanno controllo su partner e terze parti, che spesso hanno accesso ad alcuni sistemi informativi aziendali. In particolare, quando lavorano con i team finanziari e gli uffici legali. Organizzazioni mature in tal senso hanno eseguito valutazioni di sicurezza su fornitori o terze parti tracciandone i dati. Ma a ciò devono seguire ulteriori misure che forniscano ai responsabili della sicurezza valutazioni di rischio in modo continuativo.
Le organizzazioni che non sono attrezzate per effettuare tali valutazioni saranno costrette a ripensare il proprio approccio, a partire da una effettiva comprensione di quali attività e sistemi aziendali debbano davvero essere accessibili ai partner, e quali partner e attività richiedano un continuo monitoraggio.

AI e apprendimento automatico nel SIEM

Nel 2023 ci sarà un forte incremento nell’impiego di tecnologie come AI e Machine Learning all’interno delle piattaforme SIEM (Security Information and Event Management), adatte a raccogliere informazioni provenienti dai sistemi e i device aziendali e consentendo alle aziende di filtrare gli allarmi di sicurezza per concentrarsi su quelli più rilevanti. Utilizzare più IA/ML nei sistemi preposti alla raccolta di log aiuterà infatti i responsabili della sicurezza a ‘filtrare il rumore’ e dare la priorità agli allarmi più critici. Anche se non saremo mai in grado di arrivare a un’automatizzazione completa utilizzando IA/ML, nel 2023 inizieranno ad apparire strumenti in grado di limitare il coinvolgimento degli analisti nel filtrare il ‘rumore’ presente nei SIEM, portando questi sistemi a un livello successivo.

L’anno dell’enhanced internet

I servizi enhanced internet migliorano affidabilità e prestazioni del traffico Internet. I provider Internet Tier 1, capaci di vedere le tendenze del traffico IP prima di chiunque altro, formuleranno algoritmi per esaminare i flussi di traffico fornendo ai clienti rapporti continuativi sul traffico potenzialmente dannoso, senza la necessità di funzionalità di sicurezza aggiuntive.
I provider di servizi offriranno poi in modo tempestivo ai clienti servizi di vulnerability scanning che possono rivelare decine di vulnerabilità sui siti web di un’organizzazione in pochi secondi.

Contenuti digitali: nel 2022 la spesa supera 3,3 miliardi di euro

Secondo i dati dell’Osservatorio Digital Content, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, nel 2022 in Italia la spesa dei consumatori in contenuti digitali d’informazione e intrattenimento supera 3,3 miliardi di euro, +12% rispetto al 2021. Nonostante un calo del numero di utenti, aumenta il tempo medio dedicato alla fruizione dei contenuti (tranne magazine e quotidiani), e continua la crescita del mercato PAID, più che raddoppiato nell’arco di 5 anni. Oggi il 45% degli internet user fruisce di contenuti a pagamento, in abbonamento e tramite acquisti singoli. Il video intrattenimento è il contenuto più fruito (42%), ma il consumatore è più disposto a spendere anche per eBook, e per musica in abbonamento.

Video Entertainment +33%, Audio +16%

Il Video Entertainment è il secondo settore dopo il Gaming per incidenza sul totale della spesa, e cresce con il ritmo più elevato: +33% (oltre 1,3 miliardi). Il modello predominante resta quello basato sulla sottoscrizione di abbonamenti a piattaforme SVOD, mentre il modello TVOD genera una piccola percentuale della spesa complessiva. Riscontra poi sempre più attenzione il modello ‘adv-based’, grazie a nuove iniziative AVOD e lo sviluppo di canali FAST (Fast Ad Supported Tv).
L’Audio cresce del +16% (277 milioni). La musica si conferma il contenuto più maturo, e la spesa del consumatore incide per l’83% del totale. Per i contenuti musicali è ampiamente dominante la fruizione in streaming, con modelli ‘all you can listen’. I podcast sono responsabili di una quota marginale della spesa, mentre crescono gli audiolibri, soprattutto per l’entrata di nuovi player e l’aumento dei contenuti.

News&eBook +2%, Gaming -1%, ma è il primo settore

Anche News&eBook generano un valore di spesa ancora marginale: per il 2022 si stima una crescita del +2% (164 milioni). Il mondo del Gaming, responsabile di quasi la metà della spesa totale dei consumatori (oltre 1,5 miliardi), registra per la prima volta una lieve contrazione (-1%). Grazie alle restrizioni pandemiche aveva guadagnato grande popolarità nel 2020, ma con il graduale scemare dell’emergenza sanitaria si registra un calo nel numero di giocatori, e ci si aspetta un consolidamento del mercato intorno ai risultati ottenuti nel 2021. Inoltre, frenano lo sviluppo del settore anche la crisi dei semiconduttori e la mancata regolamentazione del fenomeno eSports.

Nuovi modelli di business e sperimentazioni con l’AI

Molte aziende puntano a una revisione dei modelli di business per offrire al consumatore una nuova esperienza. Nell’audio digitale sono sempre più numerose le partnership tra aziende del settore automotive, nell’editoria si valutano nuove forme di coinvolgimento dei lettori volte a promuovere nuovi canali e forme di diffusione dei contenuti, in particolare il podcast. Nel video, invece, si assiste al superamento della dicotomia abbonamento e pubblicità. Tendenza confermata dalle scelte di ‘modelli ibridi’ delle grandi piattaforme. Sul fronte tecnologico l’utilizzo di soluzioni avanzate. Crescono le sperimentazioni tramite l’utilizzo di AI per la creazione di tracce musicali e vocali, e contenuti editoriali. E aumentano le sperimentazioni con la tecnologia blockchain, soprattutto nel mondo dell’editoria.

Sicurezza e cittadinanza: com’è la situazione in Italia nel 2022?

Aumento della violenza domestica, paura del futuro e dei furti: sono queste alcune evidenze emerse dall capitolo Sicurezza e cittadinanza del 56° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2022. La pandemia sembra infatti avere generato un aumento della violenza fisica e psicologica nei confronti delle donne. Nei primi 9 mesi dell’anno sono stati registrati 83 omicidi di donne, contro i 92 dello stesso periodo del 2021. E nel primo semestre 2022 sono arrivate al numero verde antiviolenza 7.814 chiamate, con 2.902 donne annotate come vittime di violenza.
Ma il Rapporto evidenzia anche come il 60,9% degli italiani durante la pandemia abbia sofferto di stati di ansia e paura indefinita. Percentuali superiori alla media riguardano i giovani tra 18-36 anni: il 69,2% ha percepito ansia e paura, e il 49,0% guarda con incertezza al futuro.

La casa è percepita come insicura

Si tratta di stati d’animo che si innestano in una società dove da tempo non è più sufficiente studiare e essere bravi per ottenere un giusto riconoscimento nel mondo del lavoro. Al punto che il 12,5% dei giovani indica come stati d’animo prevalenti nella visione del futuro l’impotenza, e l’11,5% la rassegnazione.
Inoltre, il 43,1% degli italiani non si sente sicuro nella propria casa. Furti e rapine sono reati che destano allarme sociale, nonostante i dati ufficiali ne testimoniano la diminuzione.
I pericoli che turbano il sonno degli italiani non vengono però solo dall’esterno. Ogni anno si verificano quasi 3 milioni di incidenti domestici, che coinvolgono soprattutto anziani (41,1% over 65) e donne (66,0%).

Il fenomeno dei cosmetici falsi

Accanto al mercato legale dei prodotti cosmetici si è sviluppato un fiorente mercato illegale di cosmetici contraffatti. I cosmetici falsi non fanno male solo all’industria e all’occupazione legale, ma possono provocare gravi danni all’ambiente e alla salute dei consumatori, perché sono prodotti senza rispettare la normativa europea.
Il 21% delle famiglie italiane (5,4 milioni) ha acquistato almeno una volta un cosmetico falso e il 12,9% (3,3 milioni) lo ha fatto intenzionalmente. Nei primi sei mesi 2022 la Guardia di Finanza ha intercettato 105.280 prodotti contraffatti (+83,8% vs 2021).

Allarme profughi ucraini

Fino alla fine del 2021 gli ucraini che arrivavano in Italia erano prevalentemente donne (77,6%) di età superiore ai 40 anni, dirette nel nostro Paese per lavorare come badanti. Nel 2021 erano 27.506 gli studenti ucraini inseriti nelle nostre scuole di ogni ordine e grado.
A causa della guerra, dalla fine di aprile alla fine di settembre 2022 hanno richiesto la protezione temporanea 158.850 cittadini ucraini: 98.182 adulti, 83.966 donne, 34.917 donne con figli, 60.668 minori.
Anche per i profughi ucraini si è attivato il modello di integrazione tipicamente italiano, ovvero, molecolare, territoriale e familiare, favorito in questo caso dal fatto che molte donne ucraine erano già inserite in molte famiglie italiane come persone di fiducia.

Tornano i mutui fissi al 100% per gli Under 36, ma solo fino al 31 dicembre

Parziali buone notizie per under 36 intenzionati ad acquistare la prima casa. Tornano, grazie a un emendamento al Decreto Aiuti-ter del Governo, i mutui a tasso fisso al 100%. Una breve premessa: negli ultimi mesi questa tipologia di mutuo era pressoché scomparsa dal mercato, a causa del sensibile aumento dei tassi di interesse. Ora, con l’intervento governativo, è stato modificato il meccanismo che regola proprio questo tipo di prestito. Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, con le nuove regole, almeno sulla carta le banche potranno tornare a erogare questo tipo di finanziamenti e i giovani potrebbero accedere a tassi migliori e rate più basse di almeno 100 euro rispetto ai mutui attuali. E ora la notizia meno buona: la possibilità termina il 31 dicembre 2022, per cui il tempo per usufruirne è davvero pochissimo.

Il nuovo meccanismo

Il meccanismo in vigore per il mese di dicembre prevede, di fatto, un aumento del tasso massimo a cui potranno essere proposti i mutui fissi agevolati tramite Fondo Consap; oggi il tetto è stabilito trimestralmente da Banca d’Italia attraverso il cosiddetto TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) che, fino a fine anno, sarà pari a 3,20%.
Con la nuova norma, invece, tenendo conto delle attuali condizioni di mercato, Facile.it ha stimato che la soglia massima salirebbe a 4,48%. Nel dettaglio, il valore è stato calcolato considerando che il meccanismo approvato prevede che il tasso soglia sia determinato dal TEGM (come detto pari a 3,20% fino a fine anno) maggiorato di una percentuale “extra” ottenuta come differenza tra l’IRS medio a 10 anni del mese precedente all’erogazione del mutuo (3,15% per il mese di ottobre) e l’IRS medio a 10 anni del trimestre in cui è stato definito il TEGM in vigore (quindi aprile-maggio-giugno, pari a 1,87%). Nel nostro caso, quindi: 3,20% + (3,15%-1,87%). Questo dovrebbe dare alle banche un margine più ampio per tornare a proporre agli Under 36 anche i mutui agevolati a tasso fisso al 100%.

Mutui 100%: confronto tra tassi agevolati e non

Secondo l’analisi del comparatore, oggi per un mutuo fisso al 100% senza agevolazione i tassi (TAEG) disponibili online partono dal 5,26%; se le banche volessero proporre mutui 100% agevolati applicando il tasso più alto possibile consentito dalle nuove norme (4,48% nella simulazione di Facile.it), i futuri giovani mutuatari avrebbero, per un finanziamento da 180.000 euro in 25 anni, una rata più bassa di circa 100 euro al mese rispetto a chi avesse sottoscritto il medesimo mutuo, ma con un tasso al 5,26%. Risparmio che potrebbe superare addirittura i 150 euro al mese se, invece, le banche dovessero applicare le stesse condizioni di spread in vigore 12 mesi fa, quando per i mutui al 100% agevolati e dedicati agli under 36 gli istituti di credito offrivano spread calmierati (nell’ordine dello 0,6%-0,7%, mentre oggi, per un finanziamento normale, sono intorno, se non addirittura superiori, all’1%).

Alexa in Italia compie 4 anni: come la usano gli italiani?

Alexa da 4 anni è un’insostituibile compagna per i clienti in Italia, che dal 2018 hanno generato oltre 17 miliardi di interazioni, di cui 8 miliardi avvenute solo quest’anno. “A confermare questo successo sono le continue dimostrazioni di affetto da parte degli utenti in tutta Italia, che si affidano quotidianamente ad Alexa per gestire le proprie giornate, dal risveglio fino alla buonanotte”, ha dichiarato Gianmaria Visconti, Country Manager di Amazon Alexa in Italia. E sempre nel 2022, secondo l’analisi condotta da GFK con ServicePlan sui Best Brands 2022, Alexa è rientrata nella classifica Best Product dei 10 brand più amati dagli italiani.

Ottocento milioni di sveglie

Quest’anno gli italiani hanno utilizzato Alexa per impostare 800 milioni tra sveglie e timer, 120 milioni di promemoria e 45 milioni di shopping list, e hanno effettuato tramite Alexa 28 milioni di chiamate. Ma gli utenti contano su Alexa anche per conoscere le previsioni del tempo (135 milioni di volte nel 2022), oppure per un aiuto in cucina, con 8 milioni di ricette richieste, o per riprodurre musica (400 milioni di ore). A livello regionale, sebbene la Lombardia sia la prima regione in Italia per utenti attivi, è il Molise la regione con la maggior crescita di utenti attivi nel 2022 (+56%), mentre sono soprattutto i campani ad aver scelto Alexa per la gestione della casa intelligente (62%). E se Roma è la prima provincia italiana per numero di interazioni, Agrigento ha registrato la crescita più significativa (+63%).

Un’evoluzione continua

Al lancio del 2014 negli Stati Uniti Alexa aveva 13 funzioni disponibili, mentre oggi ne vanta centinaia. All’inizio parlava una sola lingua, oggi invece è disponibile in oltre 75 Paesi e in 9 lingue diverse, e può anche rilevare più lingue nello stesso momento, oltre a essere in grado di cambiare voce con una maschile. In più, grazie allo sviluppo di skill di terze parti, che oggi ammontano a oltre 130mila nel mondo e oltre 5mila in Italia, Alexa continua a diventare sempre più smart. Grazie a questa continua evoluzione, le case degli utenti in Italia stanno diventando sempre più connesse. L’interazione vocale rappresenta il modo più semplice di interagire con la tecnologia: nel 2022 in Italia sono state oltre 1,8 miliardi le interazioni tra i dispositivi intelligenti e Alexa.

Il segreto del successo

Perché gli utenti hanno trovato proprio nell’assistente vocale di Amazon un punto di riferimento così importante nella propria quotidianità? Perché Alexa è intuitiva per tutti, capisce e interagisce indipendentemente dall’accento, dall’età o dalla familiarità del singolo con la tecnologia. Ed è anche proattiva: sono infatti oltre 600 milioni le azioni svolte tramite Routine da Alexa al posto degli italiani, i quali quest’anno hanno risparmiato oltre 6 milioni di ore impostando timer con Alexa anziché utilizzare lo smartphone, o chiedendole di riprodurre la propria canzone preferita invece di cercarla tra i vari provider. O ancora, spegnendo e accendendo le luci comodamente dal divano con il solo comando vocale.

Twitter: verso video a pagamento?

Elon Musk recentemente ha acquistato Twitter per 44 miliardi di dollari, e ora sta lavorando per cercare di rendere il social network più redditizio. Secondo quanto emerge da un’email interna ottenuta dal Washington Post, la società starebbe lavorando a una funzionalità che consentirebbe di pubblicare video e addebitare agli utenti la visualizzazione. Il social network, secondo il Washington Post, punterebbe a rendere questa funzionalità denominata Paywalled video operativa “tra una o due settimane”.
L’accesso ai video per gli utenti avrebbe prezzi variabili, da 1 a 2 fino a 5 o 10 dollari. In pratica, chi twitta il video riceverebbe una parte della somma, mentre il social network prenderebbe una percentuale che però non è stata ancora specificata.

Rischi legati ai contenuti protetti da copyright

Gli utenti che non hanno pagato però non sarebbero in grado di vedere il video, anche se potrebbero mettere mi piace, o ritwittare il tweet. Ma il team al lavoro su questa nuova funzionalità avrebbe indicato, in particolare, rischi legati ai contenuti protetti da copyright.
“Non è chiaro – spiega il quotidiano Usa – se la funzione fosse in fase di sviluppo prima che Musk prendesse la guida della società”. E Twitter, su questo punto, non ha rilasciato commenti.
Comunque, il team incaricato di studiare le implicazioni di questa nuova funzionalità avrebbe “solo tre giorni per fornire un feedback sui potenziali rischi”. E un dipendente di Twitter, rileva ancora il Washington Post, ha affermato che la nuova funzionalità probabilmente potrebbe essere utilizzata almeno in parte per i contenuti per adulti.

Il pagamento della ‘spunta blu’

Al momento, mentre Twitter registra la maggior parte dei propri ricavi grazie agli introiti dovuti alla pubblicità, Elon Musk sembra deciso a voler addebitare un costo anche agli utenti. Questo è emerso recentemente anche con l’annuncio di voler mettere a pagamento la cosiddetta ‘spunta blu’, il sistema usato finora da Twitter per verificare l’identità delle persone pubbliche. In questo caso, riferisce Adnkronos, Elon Musk in un tweet ha parlato di “un abbonamento da 8 dollari al mese”.

Un nuovo corso che non piace

Il punto più discusso del nuovo corso di Twitter è proprio il vincolo ad abbonarsi a Twitter Blue per ottenere o mantenere la spunta blu. Coloro che in questo momento la possiedono, se sceglieranno di non abbonarsi al rinnovato piano a pagamento la perderanno. E chi vorrà, personaggio famoso o meno, di fatto potrà acquistarla. Sono tanti gli utenti attualmente verificati che hanno mostrato il loro disaccordo, con toni tutt’altro che pacati, come ad esempio lo scrittore Stephen King e l’attore Evan Handler. Proprio King ha annunciato l’addio a Twitter a fronte dei 20 dollari inizialmente previsti, riferisce Wired, tanto da spingere il fondatore di Tesla a rilanciare a 8 dollari, poi definita la tariffa definitiva.

Truffe e telefonia: quanti italiani sono caduti in trappola?

La telefonia, fissa e mobile, è l’ambito di spesa dove gli italiani cadono in trappola con maggior frequenza. In dodici mesi sono stati oltre 3,3 milioni gli italiani che hanno subito una truffa, con un danno economico complessivo di quasi 400 milioni di euro. A rivelarlo è un’indagine di Facile.it commissionata agli istituti mUp Research e Norstat. Di fatto, il 7,7% degli intervistati ha ammesso di essere stato truffato su questa voce. Guardando alle singole voci, è la telefonia mobile maggiormente colpita rispetto a quella fissa (5,2% vs 4,1%). Nella classifica delle aree maggiormente prese di mira si posizionano le utenze luce e gas (7,1%) e le carte elettroniche (6,5%). Le polizze Rc auto e moto, sebbene siano considerate spesso tra le più ambite dai malfattori, sono gli ambiti dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola meno frequentemente (1,4%).

I danni economici e i canali più usati dai malfattori

Il danno medio per ogni truffato è di 119 euro. L’importo varia a seconda della voce di spesa familiare, raggiungendo il valore più alto per le truffe legate ai prestiti personali, dove chi è caduto in trappola ha perso, sempre in media, 1.490 euro. Distinguendo tra telefonia mobile e fissa, l’indagine ha analizzato gli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi.
In entrambi i casi i canali più usati dai malfattori sono stati le email e i finti call center. Nella telefonia mobile quasi 1 truffa su 2 (42,5%) è passata tramite un’email, percentuale che scende leggermente nel caso della telefonia fissa (37,4%), mentre i finti call center hanno riguardato il 33,1% delle frodi in ambito mobile e il 39,4% la rete fissa.

Quasi 5 su 10 non denunciano

Come si comportano i truffati dopo aver subito una frode legata alla telefonia? Il 47,5% di chi è caduto in trappola ha deciso di non denunciare, valore più alto rispetto alla media rilevata nelle altre voci di spesa familiare oggetto di indagine. Ma per quali motivi non si denuncia? Fra coloro che hanno deciso di non sporgere denuncia il 36,1% non lo ha fatto perché il danno economico era basso, mentre il 25,2% perché certo di non recuperare quanto perso. Per il 15,9% dei truffati che non hanno sporto denuncia, invece, la ragione è di natura psicologica: “si sentivano ingenui per esserci cascati”. E l 13,5%, non lo ha fatto per paura che ne venissero a conoscenza i familiari.

L’identikit dei truffati

In ambito telefonico, le vittime predilette sono soprattutto gli uomini (9,7% rispetto al 5,7% del campione femminile), e a dispetto di quanto si possa pensare, gli intervistati con un titolo di studio universitario (11% rispetto al 5,7% rilevato tra i non laureati). Scomponendo il campione emerge che nel caso della telefonia mobile sono caduti vittima con maggior frequenza gli appartenenti alla fascia anagrafica tra 18-24 anni (12,2%).

Come salire sul tetto condominiale in sicurezza?

Spesso, nel corso dell’anno, può capitare si presenti la necessità di salire sul tetto del condominio per verificare la presenza di eventuali problematiche (infiltrazioni al piano di sotto, canne fumarie che non funzionano bene, comignoli ostruiti) oppure per antenne tv che vanno sostituite o riparate, ad esempio.

Si tratta di normali pratiche di manutenzione che vanno necessariamente apportate per mantenere un comfort adeguato nei singoli appartamenti, consentendo così a tutti di poter vivere in un ambiente perfettamente sano ed accogliente.

L’importanza della sicurezza

Uno degli aspetti prioritari, a prescindere dal tipo di lavoro che ci si appresta a fare, è quello di curare la sicurezza delle persone che fisicamente si apprestano a salire sul tetto.

È la legge stessa infatti a prevedere che debbano essere rispettati determinati standard di sicurezza quando si lavora ad una quota superiore ai 2 metri, e questo include chiaramente i lavori sul tetto a prescindere che questo sia condominiale o relativo ad una singola unità abitativa.

Inoltre, il condominio stesso è responsabile civilmente e penalmente per ciò che può accadere agli operai nel momento in cui raggiungono il tetto ed effettuano il lavoro per il quale sono stati contattati, dunque diventa ancora più importante comprendere quanto sia importante il concetto di sicurezza sul lavoro.

Nell’ottica di ridurre drasticamente il numero di incidenti e vittime in cantiere infatti, il Lgs. 81/2008 (noto anche come “Testo Unico Sicurezza sul Lavoro“), prevede tutta una serie di precauzioni ed azioni necessarie per consentire a tutti di poter lavorare in sicurezza anche ad alta quota.

Le condizioni necessarie per poter lavorare in sicurezza

Ecco di seguito le più importanti condizioni da rispettare affinchè la sicurezza delle persone che lavorano ad alta quota possa essere adeguatamente tutelata.

  • Facilità di accesso al tetto
  • Resistenza alle sollecitazioni e ai carichi da parte della struttura
  • Presenza di una linea vita sul tetto
  • Presenza di una adeguata segnaletica di sicurezza
  • Utilizzo dei dispositivi di protezione individuale

Adoperare tale tipo di soluzioni significa aver aumentato notevolmente il livello di sicurezza per quanti lavorano ad alta quota, ed al tempo stesso aver diminuito in maniera drastica le probabilità che un incidente possa verificarsi.

I dispositivi di protezione individuale

Come accennato, i dispositivi di protezione individuale rappresentano una delle più importanti risorse per garantire ai lavoratori la possibilità di lavorare in alta quota senza dover temere per la propria incolumità.

Parliamo per questo di dispositivi quali i caschi da lavoro, realizzati con materiali che consentono di assorbire ogni urto e dunque di attutire l’urto con ogni tipo di superficie o oggetto che cada dall’alto.

Ci sono poi le imbracature, le quali hanno l’importante compito di assicurare gli operai che lavorano ad alta quota, facendo in modo da rendere impossibile una eventuale caduta nel vuoto.

Tali imbracature vengono collegate ad un punto fisso, solitamente le linee vita che sono ben ancorate al tetto.

Esistono poi altri dispositivi di protezione individuale come gli assorbitori, i quali hanno il compito di “distribuire” le forze che entrano in gioco durante la fase di arresto della corsa, evitando che esse possano essere interamente assorbite dal corpo del lavoratore.

In questa maniera l’arresto di una caduta sarà ancora più “dolce” e dunque innocuo per la salute di un lavoratore.

In breve

Appare evidente la necessità di rendere assolutamente sicuro ogni tipo di intervento sul tetto del condominio, siano essi lavori impegnativi o meno, mettendo sempre la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori al primo posto.

I dispositivi di protezione individuale sono gli strumenti individuati dalla legge per raggiungere il livello di sicurezza necessario, e grazie a tale misura il numero degli incidenti in cantiere è drasticamente diminuito.