Parte la corsa ai saldi: sì alle occasioni, ma anche al buon senso
Sono iniziati i saldi in tutta Italia. Ma come si comportano i nostri connazionali? Con misura e soprattutto prudenza. La fotografia arriva da un’indagine di Confcommercio, realizzata con Format Research, che racconta un Paese ancora attento alle spese, ma pronto a cogliere le occasioni giuste.
Quasi sei italiani su dieci dichiarano di voler approfittare degli sconti: un dato che esprime una certa fiducia, anche se cauta, più che una vera e propria corsa all’acquisto.
Comprare solo ciò che serve e si desidera davvero
Per molti consumatori i saldi restano soprattutto il momento giusto per togliersi uno sfizio rimasto nel cassetto. Il 47,3% li vive come l’occasione per acquistare prodotti desiderati da tempo, senza cedere agli impulsi. La parola d’ordine è selezione.
Oltre la metà degli intervistati (53,3%) comprerà solo ciò che serve davvero, mentre una quota non trascurabile guarda prima alla qualità (19,3%) o alla convenienza (18,9%). È il segno di una maturità nei comportamenti d’acquisto, figlia di anni difficili sotto il profilo economico ed etico.
Abbigliamento e scarpe al top
Nonostante tutto, moda e calzature dominano la classifica dei prodotti più desiderati. L’abbigliamento è in cima alla lista degli acquisti per oltre nove consumatori su dieci, seguito dalle scarpe, scelte dall’80,1%. Più a distanza, ma comunque rilevanti, accessori e articoli sportivi, entrambi intorno al 40%.
Il guardaroba resta una priorità, dunque, anche se cambia il modo di riempirlo.
Negozi e web, una binomio indissolubile
Il confine tra fisico e digitale è sempre più sottile. Circa sette consumatori su dieci adotteranno un comportamento “ibrido”, alternando negozi tradizionali e acquisti online. Solo una minoranza si affiderà esclusivamente all’e-commerce.
Il negozio resta un luogo di esperienza e confronto, mentre il web offre comodità e possibilità di paragone. Insieme funzionano alla grande.
Clima e consumi: l’inverno non è più quello di una volta
Il clima è uno dei fattori che ha contribuito al cambiamento delle abitudini di spesa. Gli inverni più miti rispetto al passato incidono sulle scelte: il 18,9% ha rimandato l’acquisto di capi pesanti, mentre il 21,5% preferisce abbigliamento più leggero. Una tendenza confermata anche dalle imprese, l’80% delle quali segnala un ritardo nella domanda di articoli invernali.
Le aspettative dei negozianti
Dal lato dell’offerta, i commercianti si dimostrano realisti. Il 65% proporrà riduzioni fino al 30% e oltre la metà prevede l’arrivo di nuovi clienti. Per otto imprese su dieci i saldi peseranno fino al 20% del fatturato annuo.
L’atteggiamento però resta prudente: il 38% degli imprenditori segnala ricavi in calo nel 2025 rispetto all’anno precedente. I saldi, insomma, sono una boccata d’ossigeno, ma non risolvono tutte le criticità di un anno difficile.








