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Articoli dei nostri collaboratori

Cosa è la terapia manuale

In ortopedia per terapia manuale si intende la manipolazione del corpo del cliente a fini curativi, come ad esempio esercizi terapeutici e mobilitazioni che hanno lo scopo di risolvere i problemi accusati dal paziente ed emersi dalla precedente valutazione effettuata dal terapista.

Grazie alla terapia manuale è possibile dunque andare a localizzare il punto esatto in cui il paziente avverte dolore o fastidio e lavorarci su al fine di mitigare tale sintomatologia e risolverla.

Per ricevere tale tipo di cura è necessario recarsi presso un centro di fisioterapia o riabilitazione o direttamente presso lo studio di un fisioterapista.

Come vedremo in seguito, il terapista va ad eseguire dapprima una analisi e solo successivamente egli andrà ad apportare le tecniche di manipolazione che ritiene essere più efficaci in relazione al problema rilevato.

La valutazione

La prima cosa che è un terapista effettua sul paziente è la valutazione, al fine di riuscire ad individuare l’esatta natura del problema e dunque poter scegliere il trattamento più efficace per risolvere.

Egli effettua dunque dei test di verifica per i quali va a sollecitare le articolazioni del paziente invitandolo a compiere determinati movimenti.

Questa è la parte più importante della seduta e, assieme ad un buon livello di esperienza, rappresenta un tesoro per il terapista ogni corso di terapia manuale frequentato grazie al quale si sono acquisite tecniche di manipolazione e capacità di analisi.

Perché è bene sottoporsi alla terapia manuale?

Certamente gli strumenti laser e altri macchinari di nuova concezione sono in grado di andare a lavorare sul dolore localizzato, ma si è rivalutata nel tempo la particolare abilità del terapista nell’ andare ad individuare l’esatta natura del problema toccando il corpo del paziente con le sue mani.

Dunque fisioterapia e tecnologia vanno di pari passo e sono complementari. Ricordiamo infatti che per mezzo della terapia manuale si va ad agire sull’apparato muscolo-scheletrico ed in particolare su muscoli, tendini e articolazioni.

Inoltre la terapia manuale è in grado di influire positivamente sulla circolazione del sangue, nonché su particolari aspetti che riguardano il metabolismo.

Appare evidente dunque che si tratta di un approccio che è certamente in grado di migliorare la qualità della vita di una persona, ragion per cui facciamo bene a sottoporci a questo tipo di trattamento nel momento in cui avvertiamo un fastidio o dolore sul quale intendiamo intervenire rapidamente.

Cosa succede dopo la prima seduta con il terapista?

A distanza di giorni dalla prima seduta il terapista interroga il paziente, circa le sue sensazioni in relazione al problema che si sta curando con la terapia manuale. Di norma avviene che il dolore comincia a mitigarsi ed il paziente comincia a riacquistare libertà di movimento.

Questi segnali incoraggianti lasciano intendere che la terapia manuale sta dando dei risultati, per cui questa verrà impiegata anche nelle successive sedute.

In caso contrario, il terapista andrà ad adottare dei trattamenti più specifici così da ottenere i buoni risultati sperati. Il risultato della terapia manuale è soddisfacente quando il paziente avverte una precisa diminuzione del dolore, già nei giorni immediatamente successivi alla prima seduta, ma non solo.

Egli infatti torna ad avere una certa libertà di movimento che prima non aveva a causa del dolore e dunque la sua situazione di immobilizzazione comincia a migliorare.

Inoltre vi è una sensazione generale di benessere dovuta al fatto che grazie alla terapia manuale migliora la circolazione del sangue e si produce endorfina, quella particolare sostanza che ci regala il buonumore.

In breve

Grazie alla terapia manuale è possibile risolvere parecchi problemi di salute che riguardano l’apparato muscolare e/o scheletrico.

Certamente è importante affidarsi ad un professionista con una grande esperienza in questo ambito e comunicargli in maniera dettagliata quelle che sono le nostre sensazioni, così da aiutarlo ad individuare con maggior precisione la natura del problema ed il trattamento più efficace per risolverlo.

Approfondimenti sulla revisione dell’assegno familiare

L’assegno di mantenimento verso il coniuge separato è uno strumento stabilito dal giudice, su richiesta del coniuge che è più debole dal punto di vista economico.

Questo prevede il versamento mensile di un assegno il cui importo viene stabilito di volta in volta e che è destinato al mantenimento del coniuge e della prole. In sintesi, quando c’è un divorzio, una delle due parti viene chiamata a versare all’altra mensilmente un determinato importo di denaro.

Per determinare quale sia l’importo, come previsto dall’art. 156 del Codice Civile, il giudice effettua un raffronto con la situazione economica dell’altra persona per quel che riguarda il tenore di vita. Dunque viene calcolato l’importo, tenendo conto anche del fatto che il coniuge che è obbligato a versare questa assegno possa chiaramente avere i mezzi per far fronte a questo tipo di onere.

Qual è lo scopo dell’assegno di mantenimento?

Lo scopo di tale assegno è quello di fare in modo che il coniuge che lo richiede possa continuare ad avere un tenore di vita che sia affine a quello di cui si è goduto nel corso del matrimonio. Ciò significa che il richiedente non deve dunque poi trovarsi in una fascia sociale inferiore, ma al contrario continuare ad avere un tenore di vita in linea con quello precedente alla fase di divorzio.

Il tenore di vita “nascosto”

Delle volte però, è possibile che l’effettivo tenore di vita ed il patrimonio di cui l’ex coniuge può godere non si sa facilmente o immediatamente dimostrabile, per cui l’importo di un eventuale assegno di mantenimento sarà comunque più basso dato che si basa soltanto su ciò che è al momento dimostrabile.

È proprio dall’esigenza di ottenere una revisione dell’assegno di mantenimento che una persona può decidere di affidarsi ai servizi di una agenzia che effettua investigazioni private.

Un’agenzia esperta in questo ambito può mettere in pratica determinate attività di indagine che sono volte a fare luce sulla situazione patrimoniale della persona in questione, al fine di riuscire a carpire informazioni davvero preziose nell’ottica di riuscire ad ottenere una revisione dell’assegno di mantenimento.

Le attività di indagine

Tra queste sicuramente il riuscire a documentare quella che è la reale condizione patrimoniale dell’ex coniuge. Ciò include anche tutti quei beni che sono effettivamente nella sua disponibilità ma che non sono ad esso riconducibili in maniera ufficiale.

Anche questi concorrono comunque a formare il suo tenore di vita, per questo bisogna tenerne conto nel momento in cui si va a calcolare l’importo dell’assegno di mantenimento.

In altri casi invece, l’ex coniuge potrebbe cercare di lasciare intendere di avere un tenore di vita alquanto basso, nascondendo in realtà un lavoro. Anche in questo caso è compito dell’agenzia investigativa andare a far luce su questa situazione andando a verificare quella che sia l’effettiva situazione lavorativa della persona.

Dunque un’agenzia va a verificare quello che è il reale tenore di vita della persona in questione, producendo una relazione che sia utilizzabile chiaramente anche in sede legale e dunque in tribunale.

Per questo motivo la sua relazione può essere arricchita da documenti e testimonianze, ma anche da rilevazioni fotografiche e filmati.

Conclusione

Dunque quello dell’agenzia investigativa, al fine di ottenere la revisione dell’assegno di mantenimento, è uno strumento a disposizione di quanti ritengono che l’ex coniuge non stia facendo il proprio dovere da questo punto di vista.

Essi desiderano individuare il modo più veloce ed efficace per dimostrare invece che il tenore di vita della persona in questione è molto più alto di quello che sembra, e che sia dunque giusto provvedere a rivalutare l’importo di questo assegno mensile.

Come fare manutenzione alla caldaia

La caldaia è probabilmente uno dei dispositivi più importanti di casa, certamente un di quelli in grado di migliorare il benessere ed il comfort percepiti da tutti i componenti della famiglia.

Proprio perché si tratta di un elettrodomestico così importante, facciamo bene a prendercene cura ed effettuare piccoli interventi di manutenzione nel corso dell’anno.

Ciò non significa doversi sostituire ad un tecnico che effettua l’installazione caldaie, tutt’altro. Ricordiamo a tal proposito che è bene far fare questo tipo di intervento periodicamente per garantire il massimo del comfort ma anche della sicurezza a tutti gli abitanti di un appartamento.

Un tecnico specializzato infatti, è in grado di apportare tutte le regolazioni necessarie o sostituire eventuali pezzi usurati garantendo all’utente il massimo della sicurezza e delle prestazioni.

Detto questo, ci sono piccole cose che possiamo fare autonomamente per contribuire ulteriormente a tenere in ordine la nostra caldaia. Vediamo di cosa si tratta.

Controllare la pressione

Controllare la pressione della caldaia in maniera periodica è già un primo passo per prendersene cura. Di norma la pressione in una caldaia deve essere compresa tra gli 1,4 e 1,6 bar. Una pressione troppo alta può indicare la presenza di aria all’interno del circuito, mentre una pressione troppo bassa può indicare invece una quantità d’acqua non sufficiente.

Nel primo caso è necessario effettuare una operazione di spurgo di tutti i radiatori presenti nell’appartamento per far scendere la pressione. Nel secondo caso è invece necessario far entrare dell’acqua all’interno dell’impianto così da far risalire la pressione.

Ad ogni modo facciamo bene a consultare il manuale di istruzioni della nostra caldaia, così da sapere sempre qual è la pressione corretta per il nostro modello.

Verificare il sistema di accensione

Soprattutto in estate, quando la caldaia viene utilizzata meno, è possibile si verifichino alcune anomalie al sistema di accensione ed in genere funzionamento della nostra caldaia.

Per far ciò, è sufficiente accendere per qualche secondo i termosifoni o aprire il rubinetto dell’acqua calda e vedere se la caldaia si avvia correttamente.

Potrebbero esserci ad esempio dei malfunzionamenti in qualche componente della caldaia, e facciamo bene per questo a fare un test così da poter rimediare in tempo prima dell’arrivo dell’inverno.

Spurgare i termosifoni

Soprattutto dopo qualche mese di inutilizzo, tipicamente mesi estivi, è possibile che sia entrata dell’aria all’interno del circuito e dunque all’interno dei singoli radiatori.

Ciò fa aumentare la pressione della caldaia, ma soprattutto fai in modo che i termosifoni non si riscaldino in maniera uniforme. In alcuni casi Infatti i termosifoni si riscaldano soltanto nella parte alta e non in quella bassa o al contrario.

In altri casi invece i termosifoni rimangono direttamente freddi nonostante l’accensione della caldaia. Per risolvere questo tipo di problema è sufficiente effettuare l’operazione di spurgo dei termosifoni.

Per far ciò è sufficiente agire con un cacciavite sulla apposita valvola presente su ogni radiatore che, una volta aperta, consentirà all’aria eventualmente presente di fuoriuscire. Dato che l’aria è più leggera dell’acqua, uscirà per prima; nel momento in cui comincerà ad uscire dal singolo radiatore anche dell’acqua avremo la certezza che in quel termosifone non sia presente altra aria.

A questo punto l’azione di spurgo sarà completata e potremmo effettuare la stessa cosa anche sugli altri termosifoni.

Conclusione

È sufficiente effettuare questi piccoli controlli, o interventi di manutenzione generica, per assicurarsi che la propria caldaia stia funzionando bene e che non ci siano urgenze di alcun tipo.

Questo, associato alla manutenzione periodica effettuata da un tecnico qualificato, garantirà sempre un utilizzo sicuro ed efficiente della tua caldaia.

10 consigli per prenderti cura del tuo cuore

Sapevi che le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo? Circa 17 milioni di decessi ogni anno sono dovuti a questo tipo di problema, secondo una recente statistica.

Per questo motivo è molto importante prenderti cura del tuo cuore ogni giorno. A farlo devono essere in particolar modo le persone che hanno problemi di colesterolo, diabete, obesità, ipertensione o fumo, poiché queste categorie hanno un rischio maggiore di soffrire di problemi cardiaci.

Ciò non significa che tutti gli altri che non presentano patologie di questo tipo possono soprassedere su un aspetto così importante. Anche gli altri devono infatti fare tesoro di quanto segue per mantenere sempre elevata l’efficienza del proprio cuore.

A maggior ragione deve farlo chi è interessato dai problemi sopra citati dato che in questo caso i fattori di rischio sono più elevati. È bene per questo farsi seguire da un medico specialista o richiedere un teleconsulto medico qualora possano esserci dubbi circa le buone norme da seguire o informazioni da richiedere in merito.

Pertanto, di seguito ti forniremo una serie di consigli e suggerimenti per prenderti cura della salute cardiovascolare:

  1. Mangia in modo equilibrato e sano. Cerca di includere cibi sani nella tua dieta quotidiana come frutta, verdura, pesce, carni magre, latticini o cereali, tra gli altri. Cerca di evitare o ridurre il consumo di cibi che contengono sale in eccesso, grassi saturi o zucchero, nonché bevande alcoliche.
  2. Fai sport.  Cerca di fare almeno 30 minuti di esercizio fisico ogni giorno. Rimanere fisicamente attivi aiuta a ridurre notevolmente il rischio di soffrire di malattie cardiovascolari. Evita lo stile di vita sedentario.
  3. Gestisci lo stress. Ognuno vive lo stress in modo diverso. Pertanto, è importante identificare le situazioni che possono causarlo e cercare di applicare tecniche di rilassamento per evitarlo. Fare sport e mangiare sano aiuta a ridurre gli episodi di tensione.
  4. Controlla la quantità di zuccheri nel sangue. È importante controllare il livello di glucosio (zucchero) nel sangue. Un parametro alto (superiore a 100 mg / dl di glucosio) può essere un inizio di diabete e, se non trattato in tempo, può aumentare il rischio di avere malattie cardiache.
  5. Controlla la pressione sanguigna. Controlla il livello della pressione sanguigna, poiché un valore eccessivamente alto (oltre 140) è il fattore di rischio più importante per le malattie cardiovascolari.
  6. Controlla il tuo indice di massa corporea. Misura il tuo indice di massa corporea (IMC). Ciò si ottiene dividendo il tuo peso in chili per la tua altezza in metri quadrati. Se il tuo risultato è superiore a 25 kg / m 2è considerato sovrappeso, quindi cerca di controllare la tua dieta.
  7. Controlla il tuo livello di colesterolo. Un livello di colesterolo alto (superiore a 190 mg / dl) aumenta il rischio di malattie cardiache.
  8. Smetti di fumare. Il fumo moltiplica il rischio di avere malattie cardiovascolari. Smettere di fumare è una delle migliori decisioni che tu possa prendere per migliorare la salute del tuo cuore e quella di chi ti circonda.
  9. Controlla la tua storia familiare di malattie cardiovascolari.
  10. Consulta il tuo medico. Il tuo medico ti dirà quali accorgimenti dovresti adottare per prenderti cura della salute del tuo cuore. Inoltre, puoi chiedergli di effettuare miglior controllo di tutti quei parametri che, come la pressione sanguigna o il sovrappeso, sono associati ad un aumento del rischio cardiovascolare.

Tenere a mente questi 10 consigli, e riuscire realmente a farli entrare nel tuo “quotidiano”, ridurrà drasticamente le possibilità che possano presentarsi problemi vari al cuore.

Cosa serve per avviare un salone da barbiere?

In questo articolo  ti spieghiamo tutto ciò che dovresti tenere in considerazione sul come avviare un salone da barbiere, se hai deciso di fare questo grande passo, in modo che la tua attività abbia veramente successo. Prendi nota!

Come avviare un salone da barbiere?

Le nuove abitudini di cura della propria persona tra gli uomini di tutte le età, ovvero l’avere un’immagine impeccabile e curata, hanno favorito la rinascita dei barbieri, i quali ora sono diventati un business altamente redditizio se gestiti in modo efficiente.

I barbieri sono infatti attività commerciali che offrono servizi come la cura della barba ed il taglio di capelli professionale. Possono inoltre essere offerti servizi come la cura delle mani e dei piedi, tra gli extra che consentono a tutti di rilassarsi mentre ricevono un servizio di qualità.

Cosa serve per aprire un barbiere?

Per allestire un salone da barbiere, oltre al budget, servono anche altri cose fondamentali come avere un locale, mobili, attrezzi e prodotti specifici. Di seguito analizzeremo ognuno di questi aspetti in modo che tu possa capire al meglio.

Quanti soldi ci vogliono per aprire un barbiere ?

Una delle prime e più importanti domande che di solito ci si pone è quanti soldi servano per aprire un barbiere. Anche se non possiamo darti un importo specifico, ti diremo quali sono le spese che devi considerare per  mettere in preventivo l’investimento iniziale.

L’idea è che in questa maniera tu possa avere tra le mani un budget chiaro che descriva ogni spesa che dovrai affrontare.

  • Costo della licenza
  • Affitto dei locali e delle utenze
  • Stipendi dei dipendenti
  • Acquisto di forniture per parrucchieri o barbieri (prodotti come shampoo, rasoi, lame, asciugatrici, ferri da stiro, spazzole)
  • Pubblicità

Tutto ciò si traduce in una spesa iniziale che oscilla tra le 7000€ e le 10000€, anche in base ai prodotti che andrai a scegliere.

Procedure legali per aprire la tua attività di barbiere

Per aprire un barbiere, avrai bisogno delle licenze e dei permessi del comune in cui ha sede l’attività. I requisiti variano a seconda del comune in cui ti trovi, ma senza dubbio devi rispettare gli standard e le specifiche previste dallo stato nonché dalle istituzioni locali.

Inoltre, è necessario disporre di servizi igienici. Un salone barbiere adeguatamente attrezzato non include solo le attrezzature da lavoro, come le sedie per il taglio dei capelli, ma deve anche disporre delle attrezzature e dei servizi igienici per le esigenze dei suoi clienti.

Trova la posizione migliore

L’ubicazione dei locali è un aspetto molto importante per il successo della tua attività. Per questo devi assicurarti di essere vicino al luogo in cui si trovano i tuoi potenziali clienti, o individuare una zona che al momento è poco servita da questo punto di vista.

Concentrati su un luogo situato in un’area con un buon afflusso di persone, ad esempio un centro commerciale o un viale trafficato della tua città.

Quali caratteristiche devono avere i locali?

Ci sono alcune caratteristiche che il tuo locale deve necessariamente avere per offrire realmente un servizio di qualità, come segue:

  • Una superficie di almeno 80m2
  • Essere su un viale principale (con buon flusso veicolare e pedonale)
  • In alternativa essere in un centro commerciale o vicino ad un’area aziendale
  • Avere una piccola reception
  • Avere una spaziosa area di lavoro
  • Avere uno spazio per lavare i capelli
  • Avere un buon impianto idraulico
  • Avere un bagno ed uno spogliatoio
  • Un luogo in cui riporre forniture e articoli per la pulizia
  • Mobili da barbiere

All’inizio puoi partire con l’essenziale, tuttavia con il passare dei mesi è importante aggiungere gli altri elementi che renderanno la tua attività ancora più attraente.