Creator, influencer, professionisti digitali: sono le persone che lavorano sulle piattaforme, un “esercito” che aumenta di numero di anno in anno. Ma si tratta di un lavoro “vero”? E quali sono le leve che spingono tanti individui ad intraprenderlo? E quanti sono in Italia? A queste e ad altre domande risponde un recente studio europeo firmato Kolsquare.
Dietro a reel, post sponsorizzati e contenuti virali, si nasconde infatti un’industria in piena evoluzione: quella dei creator digitali. In Europa, l’Italia spicca per numero di content creator che fanno di questa attività il loro lavoro principale: il 35%, la percentuale più alta tra i Paesi analizzati. Il dato emerge dallo studio “Creator Economy 2025”, realizzato da Kolsquare, società francese esperta in influencer marketing, che ha coinvolto mille creator attivi in 14 settori.
Il rapporto con il brand non è legato (solo) al budget
Per i creator italiani, riferisce Askanews, il legame con i brand non si costruisce solo intorno al budget. A influenzare la scelta di una collaborazione, per il 62% conta soprattutto l’allineamento valoriale.
La retribuzione è l’aspetto prioritario solo per poco più di un terzo degli intervistati. A dominare, invece, sono la trasparenza nei confronti dei follower (citata dal 70%) e la coerenza etica, con una crescente attenzione alla sostenibilità e ai temi sociali.
Guadagni bassi, ma l’impegno è alto
La maggior parte dei creator guadagna poco: il 74% rimane sotto i 5.000 euro al mese, e ben il 35% non supera i 1.000 euro. Le disuguaglianze colpiscono soprattutto le donne, che hanno il doppio delle probabilità di restare sotto i 500 euro rispetto agli uomini.
Una situazione che mette in luce la fragilità economica del settore, spesso mascherata da visibilità online.
Multitasking e AI: come si lavora dietro le quinte
Solo il 28% dei creator si dedica esclusivamente ai contenuti digitali. Molti combinano più attività, spesso nel marketing o nella comunicazione. Il supporto dell’intelligenza artificiale è ormai la norma: l’80% la usa per creare testi, gestire commenti o prevedere le performance dei contenuti.
Instagram la piattaforma che rende di più
Instagram resta la piattaforma regina per i guadagni (53%), seguita da TikTok e YouTube. Emergono però nuove fonti di reddito, come i programmi di affiliazione e la vendita tramite live streaming. Le micro community diventano il terreno più fertile per le aziende, che puntano sempre di più su influencer “di nicchia”.
Il futuro? All’insegna di professionalità, responsabilità e trasparenza
Secondo Federico Spinelli, country manager per l’Italia di Kolsquare, il settore è maturo per un cambio di passo: maggiore professionalità, strumenti evoluti e relazioni più trasparenti con i brand.
In un mercato che cerca risultati misurabili, i creator più autentici e vicini alla propria community saranno i protagonisti dei prossimi anni.
