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Climate change: colpa del comportamento umano, ma le istituzioni non fanno abbastanza

È quanto ha rilevato WIN – Worldwide Independent Network, l’associazione mondiale indipendente di ricerca di mercato e sondaggi:  Il 41% dei cittadini a livello globale ritiene il comportamento umano il principale responsabile del riscaldamento globale. E le donne (44%) sono più propense degli uomini (37%) a sostenere questa opinione. Gli italiani, in particolare, attribuiscono la principale causa del riscaldamento globale all’industria e al mondo produttivo. Ma secondo i nostri concittadini governo e istituzioni potrebbero fare di più per contrastare il fenomeno.

Lo studio annuale di WIN sul Climate Change, svolto in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente dello scorso 5 giugno, ha coinvolto circa 34 mila persone in 39 paesi. 

Che ruolo assume il governo in questo contesto?

Dal focus sull’Italia della ricerca, realizzato in collaborazione con BVA Doxa, emerge che poco più di un terzo degli italiani ritiene che le istituzioni preposte stiano attuando misure utili per l’ambiente. Ma solo il 5% si dichiara molto d’accordo che i governi stiano facendo abbastanza.

Non la pensa così il 60% degli intervistati italiani, per i quali i governi non stanno facendo abbastanza.
A livello globale, però, la fiducia negli organismi governativi che intraprendono azioni necessarie per la tutela dell’ambiente è salita dal 39% nel 2023 al 44% nel 2024, con gli uomini (46%) più fiduciosi delle donne (41%).

Quali comportamenti e azioni individuali sono più efficaci per combattere il fenomeno?

Tornando ai dati italiani, il 30% degli intervistati pensa che i comportamenti delle persone rappresentino una causa significativa del cambiamento climatico.
Il 74% conferma la sua disponibilità ad adottare comportamenti di riciclo e riutilizzo, mentre altre azioni includono la rinuncia alla fast fashion (31%), la riduzione dell’uso dell’auto (24%), l’acquisto di prodotti bio (20%) e la riduzione dei viaggi aerei (18%).

A livello globale, il 64% delle persone preferisce il riciclaggio come best practice da adottare per contrastare il fenomeno, e il 29% rinuncia all’acquisto di prodotti di fast fashion.

È una sfida globale che si vince solo con un approccio mirato e diversificato

Se le opinioni e le azioni a contrasto del cambiamento climatico variano ampiamente tra gli intervistati dei diversi Paesi, evidenziando la necessità di approcci diversificati e mirati per affrontare questa sfida globale, dalla ricerca emerge però chiaramente una richiesta forte e pressante da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

In particolare, i cittadini chiedono politiche più efficaci, investimenti in energie rinnovabili, incentivi per comportamenti sostenibili e una maggiore trasparenza sulle azioni intraprese.
Insomma, è arrivato il momento di agire con decisione per la salvaguardia dell’ambiente.