Vai al contenuto

Le Pmi e la sfida della Twin transition

Nell’ultimo anno il 33% delle Pmi italiane ha aumentato gli investimenti diretti per la trasformazione digitale, a fronte del 4% che li ha ridotti. Le Pmi operano, tuttavia, in uno scenario eterogeneo a livello di connettività, anche nel caso di territori storicamente a vocazione industriale.

Il 57% delle Pmi impiega però strumenti digitali che consentono di perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale. La transizione verde è infatti strettamente legata a quella digitale, tanto che si parla di Twin transition.
È quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI della School of Management del Politecnico di Milano.

Investimenti per la transizione digitale

I dati raccolti nel 2024 mostrano che il 65% delle Pmi ha usufruito di strumenti agevolativi pubblici per finanziare la propria transizione digitale, soprattutto per il supporto all’acquisto di beni strumentali (65%), lo sviluppo di competenze per la transizione digitale (36%) e l’acquisto di beni immateriali (25%).

Tuttavia, anche il ricorso a investimenti privati costituisce una fonte importante. L’utilizzo della cassa e delle disponibilità liquide rimane il principale canale (82%), seguono il ricorso a linee di debito bancario (33%), e il ricorso a prestiti garantiti e/o intermediati da enti pubblici (20%), come il Fondo di Garanzia PMI.
Risulta ancora di nicchia l’utilizzo di mezzi di finanziamento in equity o di strumenti innovativi (minibond, crowdsourcing).

La transizione verde

La transizione verde rappresenta un’opportunità per migliorare l’impatto ambientale delle tecnologie digitali. Al tempo stesso, le tecnologie digitali possono costituire un fattore abilitante per la transizione verde. Ad esempio, fornendo alle imprese strumenti per monitorare i consumi energetici o tracciare le materie prime.

Il 76% delle Pmi riconosce la transizione verde come un obiettivo prioritario, ma soprattutto per il miglioramento della reputazione aziendale, l’incremento dell’efficienza operativa e la necessità di rispondere a obblighi normativi e/o contrattuali con i propri clienti.
Secondo il 65% delle Pmi, la transizione verde dovrebbe essere supportata da più programmi di finanza pubblica, in modo da rendere più veloce il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale.

“Promuovere la diffusione di una vera e propria cultura dell’innovazione?

“Affinché le Pmi possano compiere con successo il passaggio al nuovo paradigma abilitato dalla Twin transition è fondamentale, da una parte, continuare a investire nelle competenze degli addetti e del management, e dall’altra, poter contare su un’infrastruttura di connettività adeguata alle proprie esigenze e normative in grado di offrire opportunità di investimento – commenta Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio -. Tutte le parti in causa, dai fornitori tecnologici agli intermediari finanziari, dalle associazioni di categoria alle startup fino alla PA e ai professionisti devono aiutare le Pmi a navigare la complessità, favorire l’innesco di processi di contaminazione, promuovere la diffusione di know-how specialistico e di una vera e propria cultura dell’innovazione”.